chi sta per andare all`estero
Sei in: Home > Ass. sanitaria > chi sta per andare all`estero




Vaccinazioni: quali e quando

Alcune malattie infettive possono essere evitate effettuando la vaccinazione prima della partenza.

La valutazione del rischio di ammalarsi di una determinata malattia durante un viaggio e quindi decidere se vale la pena eseguire la relativa vaccinazione non dipende solo dal luogo di destinazione (anche se è importante conoscere il grado di diffusione della malattia nel Paese visitato) ma anche da altri fattori come la tipologia del viaggio, le condizioni igienico - sanitarie della struttura dove si soggiorna, le abitudini e lo stile di vita del soggetto. Ad esempio nel caso di malattie infettive trasmesse con alimenti e bevande come il tifo addominale e l'epatite A, le relative vaccinazioni possono essere non necessarie per una vacanza il località turistiche con sistemazione in alberghi internazionali dove possano essere garantite adeguate condizioni igieniche, mentre possono essere altamente raccomandate per un trekking avventuroso nell'interno o per le persone impegnate in programmi di aiuti umanitari alle popolazioni locali.

L'effettuazione di un viaggio rappresenta anche un'occasione per la verifica della propria situazione vaccinale rispetto alle principali vaccinazioni 'universali', cioè quelle raccomandate a tutte le persone (antidiftotetanica, antipoliomielite) e, se necessario, effettuare un richiamo. Queste malattie infatti, scomparse nel nostro Paese grazie alle vaccinazioni, sono ancora presenti in molte zone del mondo mete di viaggi.

Le vaccinazioni obbligatorie, cioè indispensabili per l'ingresso nei Paesi che le richiedono, sono attualmente solo due:

  • Antimeningite, obbligatoria solo per chi è diretto alla Mecca (Arabia Saudita), in pellegrinaggio o per lavoro stagionale
  • Antifebbregialla, presente anche in molti Paesi che non richiedono all'ingresso il certificato internazionale di avvenuta vaccinazione. Coloro che intendono recarsi in Paesi dove è presente la malattia dovrebbero eseguire la vaccinazione, anche se non è obbligatoria

In caso di obbligatorietà, il viaggiatore deve esibire un certificato internazionale di vaccinazione in corso di validità, rilasciato da una struttura sanitaria autorizzata; in caso contrario, può essere costretto a sottoporsi alla vaccinazione al momento dell'arrivo in aeroporto.

Vediamo nel dettaglio le principali vaccinazioni che possono essere consigliate a chi viaggia.

Vaccinazione antifebbregialla

La febbre gialla è una malattia infettiva, potenzialmente molto grave e spesso mortale, causata da un virus trasmesso all'uomo dalla puntura di un particolare tipo di zanzara (Aedes Aegypti).
Il vaccino contro la febbre gialla è altamente efficace ed è consigliato a tutti coloro che si recano nei paesi endemici per la malattia, situati nell'Africa equatoriale e nel Sudamerica.    E' obbligatoria per l'ingresso nei seguenti paesi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubbica Centro Africana, Congo, Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), Costa D'Avorio, Gabon, Ghana, Guyana Francese (Sudamerica), Liberia, Mali, Mauritania (se il soggiorno dura piu' di 15 giorni), Niger, Ruanda, Sao Tomè-Principe, Togo. L'obbligatorietà può variare in base alla situazione epidemiologica (informarsi prima di  partire).

E' controindicato in gravidanza, nei bambini sotto i 9 mesi, in caso di allergia all'uovo e di presenza di importanti deficit immunitari. Dopo la vaccinazione è opportuno evitare la gravidanza per circa un mese.
La somministrazione deve avvenire almeno 10 giorni prima della partenza, mediante iniezione sottocutanea sul braccio. Un'unica dose conferisce protezione per circa 10 anni.
Sono frequesnti (25%) febbre, mal di testa, dolori muscolari. Possono manifestarsi a distanza di giorni dalla vaccinazione e persistere qualche tempo.
La vaccinazione contro la febbre gialla può essere somministrata solo presso centri sanitari pubblici, autorizzati dal Ministero della Sanità , dove viene anche redatto il relativo certificato internazionale da esibire in caso di obbligatorietà della vaccinazione. In provincia di Trento il centro autorizzato è l'Unità Operativa di Igiene pubblica di Trento, presso il Centro per i Servizi Sanitari in viale Verona - corpo A. Per appuntamenti è possibile telefonare al numero 0461 904601.
Le persone che non possono sottoporsi alla vaccinazione perché controindicata, ma devono recarsi in paesi dove questa è obbligatoria, possono chiedere un certificato di esenzione per motivi di salute presso il centro autorizzato presso il Centro per i Servizi Sanitari in viale Verona.

 

Vaccinazione antiepatite A

L’epatite A è un’infezione virale del fegato, molto diffusa nel mondo, che si contrae mangiando o bevendo  cibi e bevande contaminati dal virus, presente nelle feci di persone infette.Questa malattia è raramente grave o mortale, specie prima dei 50 anni di età, e non cronicizza mai, tuttavia può determinare negli adulti malessere o febbre, stanchezza profonda, nausea e inappetenza tali da comportare l’astensione dal lavoro anche per parecchi giorni.
Precauzione irrinunciabile per evitare la  malattia è quella di mettere in atto le
misure universali di prevenzione contro le malattie trasmesse per via alimentare. E’ inoltre possibile prevenire la malattia sottoponendosi a vaccinazione, consigliata soprattutto a chi si reca ripetutamente in paesi ad alto rischio (Africa, Asia, Sudamerica), a chi programma un viaggio prolungato o avventuroso nelle stesse zone e a chi ha patologie croniche del fegato.

La prima dose di vaccino va eseguita almeno 15 – 20 giorni prima della partenza e conferisce un ottimo grado di immunità. A distanza di 6 – 12 mesi dalla prima dose è consigliata una seconda dose di richiamo, che assicura una protezione della durata di circa 20 anni.

 

Vaccinazione antiepatite B

L’epatite B è una malattia virale del fegato, trasmissibile attraverso contatti con sangue o saliva infetti, attraverso rapporti sessuali con persone portatrici del virus e dalla madre infetta al neonato.Nel 10% dei casi, l’epatite B può diventare cronica, cioè il virus persiste nell’organismo con la possibilità di danneggiare il fegato in maniera grave (cirrosi), anche mortale (cancro del fegato).
Solitamente il rischio di epatite B per il viaggiatore è molto basso, pertanto la vaccinazione non è consigliata di routine. Se però il soggiorno dura almeno 6 mesi o si prevedono attività ad alto rischio di contagio (volontariato con feriti o malati, attività sanitaria, tatuaggi e piercing, contatti sessuali con persone del luogo …), è opportuno sottoporsi a vaccinazione.
Il vaccino si somministra per via intramuscolare nel braccio (deltoide) in tre dosi al tempo 0, 1, 6 mesi (cioè la seconda dose dopo 1 mese dalla prima e la terza dose dopo 6 mesi dalla prima). Se non si hanno 6 mesi a disposizione prima della partenza, è sufficiente fare almeno le due prime dosi (almeno 1 mese prima della partenza), completando successivamente il ciclo. E' disponibile un vaccino combinato anti epatite A+B, con lo stesso calendario vaccinale.

 

Vaccinazione antitifica

Il tifo addominale o febbre tifoidea è una grave malattia trasmissibile attraverso cibi o bevande contaminati dalle salmonelle del tifo, (mani sporche, acque contaminate). E’ frequente nei paesi a scarso tenore igienico, Centro e Sud America, Africa e Asia, specialmente in India, Indonesia, Nepal, Nuova Guine, Pakistan.
I casi tra i viaggiatori sono rari ma la malattia può essere seria, anche mortale.
Può essere evitata innanzitutto mediante le
misure di prevenzione relative agli alimenti e alle bevande; in secondo luogo, se il viaggio è avventuroso, lungo ed ha una meta ad alto rischio può essere utile fare la vaccinazione antitifica almeno 15 – 20 giorni prima della partenza.

Esistono due forme di vaccino:
  -  per via orale. Offre il vantaggio di essere assunto per bocca; va conservato in frigorifero e molto raramente causa effetti collaterali.
     Tuttavia è controindicato in gravidanza, in caso di deficit immunitari, in corso di terapie antibiotiche e di profilassi antimalarica.
  -  per via intramuscolare. Dà frequentemente effetti collaterali transitori di tipo locale (gonfiore e dolenza nella sede della puntura), ma è compatibile anche con trattamenti antibiotici e con la profilassi antimalarica.

L’efficacia della vaccinazione antitifica oltre che di breve durata (3 anni) non è completa (65 – 70 %) e deve pertanto essere sempre accompagnata dal rispetto delle cautele generali per la prevenzione delle malattie trasmesse con gli alimenti.

 

Vaccinazione antidiftotetanica

Il tetano è una grave malattia neurologica che si può contrarre tramite ferite accidentali anche piccole (graffi, punture di insetti …), contaminati con spore invisibili del germe responsabile della malattia.
Indistintamente a tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla  meta del viaggio, si consiglia di verificare il proprio stato vaccinale contro il tetano.

La vaccinazione consiste in un ciclo base di tre dosi, tramite iniezioni intramuscolare, e di una dose di richiamo ogni 10 anni.
Solitamente l'antitetanica è ben tollerata, ma spesso si avverte un certo indolenzimento nella sede dell'iniezione per 1 - 3 giorni.

La difterite è una grave malattia ormai scomparsa in Italia ma ancora presente in certi paesi sottosviluppati.
Al viaggiatore che si reca all'estero e che desidera sottoporsi alla vaccinazione antitetanica prima della partenza, è consigliata anche la somministrazione di un richiamo di antidifterica, mediante un'unica iniezione intramuscolare di vaccino antidiftotetanico a validità decennale.

 

Vaccinazione antimeningite

La meningite meningococcica è una grave malattia, spesso mortale ed invalidante, causata da un batterio che si trasmette per via respiratoria.
La vaccinazione antimeningite è obbligatoria per chi intende recarsi alla Mecca in Arabia Saudita per il pellegrinaggio annuale. E' raccomandabile, se sono previsti frequenti contatti con le popolazioni locali, per chi si reca in uno dei paesi africani della cosiddetta fascia della meningite, durante la stagione secca da novembre a giugno, che si estende dal Senegal all'Etiopia (Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Malì, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Niger, Benin, Nigeria, Camerun, Ciad, Repubblica Centroafricana, Sudan, Etiopia, Eritrea, Uganda, Kenya). 
La vaccinazione comporta la somministrazione di un'unica dose per via iniettiva.
L'efficacia protettiva si estende per circa tre/cinque anni.

 

Vaccinazione anticolerica

Anche se il colera continua a rimanere un grosso problema a livello mondiale, specie in Africa, Asia, Sudamerica, tuttavia i casi tra i viaggiatori sono rarissimi.
Attualmente nessun vaccino anticolerico è in commercio in Italia, mentre all'estero sono disponibili due vaccini orali di discreta efficacia, anche se la protezione è di breve durata.
A prevenzione della malattia si deve attuare attraverso le
precauzioni generali riguardanti l'alimentazione e le bevande.

 

Vaccinazione antirabbica

E' consigliata solamente a chi si reca in viaggio in paesi dove la rabbia è endemica e prevede di dedicarsi ad attività che espongono al contatto con animali potenzialmente infetti (naturalisti, veterinari, speleologi, laboratoristi, cacciatori, guardie forestali ecc.).
La vaccinazione consiste in tre iniezioni intramuscolari, le prime due a distanza di un mese, la seconda e la terza a distanza di un anno.
E' possibile fare un ciclo abbreviato di tre dosi a distanza di 7 giorni una dall'altra, ma richiede una quarta dose di rinforzo dopo un anno.
La durata dell'immunità conferita dalla vaccinazione è di circa 3 anni.

 

Vaccinazione antiTBE

La TBE o encefalite trasmessa da zecche è una grave malattia virale presente soprattutto in Europa Centrale (Austria, Germania) e all'Est (Russia, Polonia ecc).
La prevenzione della malattia si attua principalmente attraverso le misure comportamentali atte ad evitare le punture di zecca, quando ci si espone durante escursioni in boschi, foreste e radure: usare abbigliamento coprente, magari cosparso di permetrina, non sedere direttamente sull'erba, non lasciare i sentieri, ispezionare la cute alla sera e rimuovere immediatamente ogni zecca che si trovasse sulla pelle.
Per chi si espone notevolmente e ripetutamente alle zecche in aree endemiche per TBE, può essere consigliabile sottoporsi alla vaccinazione, che consiste in tre dosi da somministrare per via intramuscolare, al tempo 0, dopo 1 - 3 mesi dalla prima, dopo 5 - 12 mesi dalla seconda.
La protezione conferita dal ciclo vaccinale dura circa 3 anni.

 

Vaccinazione antipoliomielite

Attualmente è consigliata solamente a chi si reca in paesi ad alto rischio dedicandosi a particolari attività di lavoro o volontariato a contatto con la popolazione, in corso di epidemia.
La vaccinazione di adulti che abbiano già fatto il vaccino orale nell'infanzia 
si attua con un richiamo di vaccino Salk (iniezione intramuscolare).
Per gli adulti che non hanno mai fatto la vaccinazione si somministra un ciclo completo tipo Salk.



Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari - Via Degasperi 79 - 38123 - Trento - p.i. e c.f . 01429410226