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Invito alla vita

Invito alla vita

Progetto di prevenzione del suicidio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce il suicidio come una grave emergenza sanitaria. Sebbene i dati relativi al fenomeno siano molto difficili da valutare e sicuramente sottostimati a causa del tabù che tuttora rappresenta, il suicidio si attesta come seconda o terza causa di morte per i giovani ed i tentativi di suicidio risultano venti volte maggiori dei suicidi stessi, con relativi costi sociali ed emotivi enormi.
Come attesta la letteratura in merito, il suicidio, è determinato da una pluralità di fattori, biologici e psicosociali, he interagiscono tra loro ed è associato alla mancanza di aspettative positive per il futuro ed all’ incapacità di trovare soluzioni alternative ai problemi. E’ necessario sviluppare la consapevolezza che è una delle cause di morte che più di ogni altra può essere prevenuta; il suicidio, infatti, non è quasi mai una decisione improvvisa ma solitamente, la conclusione di un vissuto interiore doloroso in cui frequenti sono i dubbi ed i ripensamenti.
L’OMS sostiene che i programmi di prevenzione per il suicidio devono rispecchiare le caratteristiche dei singoli Paesi, tenendo conto delle diverse realtà sociali, culturali e sanitarie.
Partendo dal presupposto che il suicidio è un evento che non può rimanere confinato esclusivamente in una dimensione privata ma è un fatto sociale e in accordo con le politiche di salute pubblica promosse dall’OMS, il progetto di prevenzione per il Trentino propone una campagna diversificata ed un lavoro di cooperazione con le realtà territoriali.
Il progetto di prevenzione per il Trentino pone le proprie basi sia in un precedente percorso di studio del fenomeno e della prevenzione a livello internazionale e nazionale, sia nell’esperienza maturata in alcune comunità di valle, dove, a seguito dell’allarme sociale creato dai suicidi, si è riusciti ad attivare un coinvolgimento dell’intera comunità.
La campagna “Invito alla vita” si articola in una strategia d’intervento a vari livelli, con l’intento di potenziare i fattori protettivi ed intervenire sui fattori di rischio attraverso un azione collettiva che possa favorire il rafforzamento del tessuto sociale. Gli obiettivi si identificano nell’aumentare la consapevolezza del fenomeno, nel ridurre lo stigma che rimane uno dei principali problemi nell’attuare degli interventi e nel fornire indicazioni sulle possibilità e modalità di aiuto.
La campagna è iniziata nel 2008; dopo un primo periodo di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento nell’ambito dell’Azienda Sanitaria stessa e verso Associazioni, Ordini Professionali e gruppi di volontariato che operano nel contesto territoriale, il progetto è stato presentato alla comunità ed è diventato operativo sul territorio.

Azioni della campagna "Invito alla vita"

  • azione di informazione e coinvolgimento
  • campagna pubblicitaria
  • sensibilizzazione della popolazione
  • linea telefonica
  • attività formativa specifica per i medici di medicina generale ed infermieri territoriali
  • monitoraggio
  • linee guida per categorie che hanno responsabilità riguardo alla tematica
  • offerte specifiche per categorie a rischio
  • tavolo di coordinamento

Azione di informazione e coinvolgimento
Ogni referente per il progetto provvede ad informare ed aggiornare, in riferimento alle varie azioni della campagna, il personale della propria struttura ed i medici di medicina generale con cui l’Unità Operativa collabora.
Sono state sensibilizzate e coinvolte varie Associazioni del territorio che attuano interventi in diversi ambiti di disagio, l’Arcivescovado, le Forze dell’Ordine e vari Ordini Professionali.
Tutti si sono dimostrati ampiamente interessati al progetto, alle attività previste ed hanno espresso la propria disponibilità ad un coinvolgimento attivo. Materiale inerente il fenomeno ed il programma per il Trentino sono stati distribuiti agli iscritti di questi ordini ed è stato pubblicato sul bollettino di psicologi, medici, assistenti sociali.
L’ordine dei medici e degli psicologi hanno inoltre individuato un referente per il progetto

Campagna pubblicitaria
Per la campagna pubblicitaria sono state scelte delle immagini, diversificate per genere e fascia d’età, che potessero favorire un’identificazione per la persona sofferente e chi le è vicino e delle frasi che, attraverso un linguaggio immediato ma discreto, offrissero uno stimolo positivo.
Il materiale grafico è costituito da: locandine, poster e cartoline diversificate per immagini e da pieghevoli per la popolazione, per sensori e per i medici. I pieghevoli, diversificati in rapporto al target, contenengono informazioni inerenti i fattori di rischio, segnali di allarme e possibilità/modalità di interazione con le persone a rischio.

Sensibilizzazione della popolazione
L’azione è finalizzata a promuovere una corretta trattazione del disagio, a favorire una cultura di partecipazione e attenzione all’altro e a promuovere un cambiamento dei pregiudizi.
Sono stati fatti degli incontri di sensibilizzazione a livello comunitario, aperti a tutta la cittadinanza con la finalità di fornire corrette informazioni e sensibilizzare alla problematica. La collaborazione con la compagnia teatrale “La quarta parete” di Trento ha fornito un’altra, diversa possibilità di avvicinare la popolazione alla tematica e di affrontare un tema così complesso in modo costruttivo e nel rispetto della sensibilità individuale.
Il progetto, inoltre, era stato presentato all’interno di alcuni convegni.

Linea Telefonica 800 061650
L’istituzione di una linea telefonica, come attestano le varie esperienze internazionali e nazionali, si dimostra ampiamente efficace nell’aiuto delle persone in crisi.
Per chi sta vivendo un momento di difficoltà è operativo un numero verde attivo 24 ore su 24 gestito da volontari adeguatamente formati e seguiti che forniscono ascolto, supporto e se necessario, accompagnamento ai Servizi Specialistici e/o ad altre risorse territoriali.
La formazione dei volontari ha previsto e prevede, prima di accedere al servizio, un corso inerente la comunicazione nella relazione d’aiuto, degli incontri in cui è definito il ruolo dei volontari, gli obiettivi della linea telefonica, possibilità/modalità di intervento ed a richiesta, dei colloqui individuali. A questo sono seguiti e seguiranno degli incontri quindicinali di supervisione e valutazione.
Prosegue la formazione di nuovi volontari e gli incontri di verifica con chi opera in questa attività di volontariato.

Attività formativa specifica per i medici di medicina generale ed infermieri territoriali
In collaborazione con l’Ufficio Formazione dell’APSS, è stato strutturato ed organizzato un seminario di sensibilizzazione alla tematica e conoscenza del progetto finalizzato a:

  • incrementare le informazioni inerenti il fenomeno (epidemiologia, fattori di rischio, segnali di allarme),
  • potenziare le capacità diagnostiche e terapeutiche nei disturbi psichici
  • implementare la conoscenza dei Servizi Specialistici.

 

Monitoraggio
Il monitoraggio regolare dei tentati suicidi è fondamentale per individuare tempestivamente la tendenza al comportamento suicida e per identificare i gruppi ad alto rischio. In collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano è stata strutturata una specifica scheda, condivisa con altre Unità Operative psichiatriche italiane all’interno del progetto nazionale di prevenzione del suicidio e del tentato suicidio, di rilevazione degli atti auto lesivi e dei tentativi di suicidio. L’attività di monitoraggio dei tentativi di suicidio sul territorio coinvolgerà il Dipartimento di Salute Mentale ed il Pronto Soccorso. La collaborazione dell’Osservatorio Epidemiologico dell’APSS permette di effettuare un report dei fenomeni autolesivi e suicidari in Trentino e si sta sviluppando un monitoraggio della condotta suicidaria con lo scopo di inquadrare il fenomeno quantitativamente e qualitativamente.

Linee guida per categorie che hanno responsabilità riguardo alla tematica
L’intervento è finalizzato ai sensori (categorie che si ritiene possano facilmente entrare in contatto con persone a rischio, operatori sociali, insegnanti, farmacisti, forze dell’ordine, sacerdoti ed altri) affinché siano in grado di riconoscere adeguatamente ed affrontare possibili situazioni di crisi.
Per favorire una maggiore fruibilità,ogni corso di formazione è condiviso e definito con ogni categoria professionale in riferimento alle diverse esigenze.

Obiettivi generali degli incontri saranno:

  • incremento delle nozioni inerenti il fenomeno (epidemiologia, fattori protettivi, fattori di rischio)
  • conoscenza dei segnali di allarme
  • miglioramento delle capacità relazionali
  • implemento di informazioni inerenti i Servizi Specialistici
  • informazione del progetto “Invito alla vita”

In collaborazione con l’ Assessorato all’Istruzione è stato strutturato ed effettuato un corso rivolto agli insegnanti finalizzato a potenziare la consapevolezza dell’ importanza del loro ruolo di sensori nell’individuazione di un eventuale disagio degli studenti a loro affidati e nel fornire indicazioni inerenti le possibilità e modalità di intervento nelle possibili situazioni di crisi .
Sono stati programmati dei corsi specifici per la Polizia e l’Ordine dei Farmacisti, si sono inoltre stabilite e si stanno definendo delle collaborazioni con l’Arcivescovado ed altri Ordini Professionali.

Offerte specifiche per categorie a rischio
Sempre in un’ottica preventiva, poiché essere stati vicini ad una persona che si è suicidata costituisce un importante fattore di rischio per il suicidio, si sono inoltre costituiti due gruppi di auto-mutuo-aiuto, gestiti da persone con precedente esperienza nella conduzione di gruppi per l’elaborazione del lutto, a cui i familiari ed amici ( “i sopravvissuti”) di chi ha attuato una condotta suicidaria possono rivolgersi (per informazioni: Fiorenza 328-8284238, Dario 349-3752238). Questi gruppi hanno lo scopo di fornire ascolto e sostegno per affrontare un lutto così traumatico e difficile da elaborare personalmente, perché connotato da forti sensi di colpa, rabbia e sentimenti di vergogna e socialmente aggravato dallo stigma che tuttora permane verso questo fenomeno.
E’ prevista, inoltre, l’attivazione di alcuni sensori per favorire la fruizione di questi gruppi AMA da parte dei “sopravvissuti”.

Tavolo di coordinamento
Tale azione è in fase di definizione e sarà aperta alle realtà maggiormente rappresentative e sensibili alla tematica con l’obiettivo di stimolare un lavoro di cooperazione che favorisca un’incisiva azione nel territorio

Ultimo aggiornamento: 31 dic 2014