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Amianto: mappatura e bonifica

Amianto: mappatura e bonifica

Presentazione della domanda per indice di degrado.

La domanda indirizzata all'Unità Operativa Igiene e Sanità Pubblica di Trento va effettuata sul modello allegato nei documenti sottoriportati. L'indice di degrado è requisito indispensabile ai fini della presentazione di domanda per l'accesso ai contributi per la rimoozione delle coperture in cemento amianto, come previsto dalla deliberazione della Giunta Provinciale n. 767 del 19/04/2013.

Vedi FAQ sotto riportate.

Presentazione del piano di rimozione.

L’art. 256 del  D.lgs. 81/2008 prevede che per la rimozione-demolizione dell’ amianto il datore di lavoro della ditta incaricata della rimozione debba predisporre uno specifico piano ed inviarlo all’ente competente 30 (trenta) giorni prima dell’inizio lavori.

La presentazione del piano di rimozione può essere fatta attraverso uno specifico modello  disponibile sul sito APSS (Mod. 53 “Piano rimozione amianto”). Nel piano vanno indicate le misure preventive che si intendono adottare a tutela dei lavoratori esposti e la data prevista di inizio della attività con la relativa durata presunta.

In presenza di amianto in matrice friabile la normativa prevede, oltre alla valutazione tecnica del piano, uno o più specifici sopralluoghi in cantiere eseguiti da parte dei Tecnici dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro.

I piani classificati come “urgenti”, come dall’ art. 256 comma 5 del D.Lgs. 81/08, possono iniziare immediatamente le attività di rimozione senza attendere i 30 giorni solitamente previsti evidenziando inoltre l’ora di inizio della attività.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pubblicazione “Amianto - Capire e affrontare i rischi per la salute derivanti dall’amianto in matrice compatta” disponibile all'indirizzo:

 https://www.apss.tn.it/documents/10180/269513/Opuscolo+rischi+da+amianto/c75b8e04-24da-420d-a5e2-191b61b532ec?version=1.0

FAQ

 

D. Come è possibile individuare se una vecchia copertura è in amianto?

R. In questo caso  bisogna chiamare un tecnico, normalmente ci si appoggia ad una delle ditte iscritte in apposita lista presso la CCIAA (Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura) in categoria 10A oppure in categoria 10B. L’elenco completo delle ditte si trova sul sito: http://www.albogestoririfiuti.it/ andando su “elenco iscritti” – “seleziona provincia” – “categoria” (scegliere 10A o 10B) = compaiono i nominativi di 17 ditte che possono essere interpellate in provincia di Trento.

 

D. Dopo aver inviato il piano di lavoro rimozione amianto, quanti giorni devono trascorrere prima di poter dare inizio ai lavori?

R. I lavori potranno avere inizio trascorsi 30 giorni dall’inoltro della copia del piano di lavoro all’organo di vigilanza in assenza di eventuali comunicazioni provenienti dallo stesso; eventuali integrazioni al piano o adempimenti a specifiche disposizioni e/o prescrizioni sposteranno l’inizio dei lavori stessi.

Nel caso di lavori con caratteristiche di urgenza non è previsto il preavviso dei trenta giorni ma è opportuno che i lavori siano comunque preventivamente concordati con l’organo di controllo;

 

D. Quali sono le modalità per ottenere l’indice di degrado e accedere all’erogazione del contributo provinciale per lo smaltimento dell’amianto?

R. L’indice di degrado è una valutazione complessiva dello stato della copertura, la quale tiene in considerazione anche i seguenti fattori: l’anno di costruzione, la vicinanza di centri abitati, di scuole, di luoghi di ritrovo, elementi che possono determinare la dispersione delle fibre di amianto, ecc.

Per ottenere l’indice di degrado bisogna rivolgersi all’Unità Operativa Igiene e Sanità Pubblica (0461-904621), mentre per l’erogazione dei contributi è necessario rivolgersi  all’APIAE (Agenzia Provinciale per l'Incentivazione delle attività economiche) - dott.ssa De Aliprandini  0461-497305.

 

D. Dove si possono reperire i nominativi le ditte abilitate alla rimozione dell’amianto?

R. Il sito del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Mare – Albo Nazionale Gestori Ambientali riporta tutte le ditte autorizzate: http://www.albogestoririfiuti.it.

Nel sito la ricerca può essere effettuata per regione e città, mentre la categoria di iscrizione deve essere riferita a  10a (amianto compatto) oppure la 10b (amianto friabile).

 

D. Ci sono contributi per la rimozione dell’amianto?

R. Si. Sono previsti dalla legge provinciale n. 5 del 03/04/12 e relative delibere di Giunta, anche se limitatamente alle coperture. La concessione dei contributi a seguito di domanda è in funzione dell’assegnazione di uno specifico punteggio che tiene conto di alcuni parametri tra cui lo stato di conservazione della struttura.

 

D. In presenza di amianto nelle civili abitazioni che procedura si deve adottare?

R. In presenza di piccolissime quantità di amianto e in buono stato di conservazione (ad es. una vasca, una fioriera, qualche tubo, una o due vecchie lastre) si è autorizzati a muoverle per predisporle al prelievo, adottando le misure precauzionali riportate nel Decreto Ministeriale 06 settembre 1994 allegato 4 (come ad esempio:  tuta usa e getta, mascherina FP3, guanti, etc.).

Una volta poste in luogo sicuro e regolarmente impaccate con foglio di polietilene e la scritta “pericolo contiene amianto” si deve chiamare a proprio carico una ditta specializzata per il trasporto e lo smaltimento ­(iscritte in cat. 10A o 10B http://www.albogestoririfiuti.it/), la quale rilascerà i documenti di presa in carico. Nell’eseguire tali operazioni non bisogna farsi aiutare da terzi in quanto si diventerebbe assimilabili a “datore di lavoro” con conseguenti oneri e responsabilità.

 

D. Se il tetto è già stato rimosso, si possono ricevere i contributi?

R. Se è stato effettuato un sopralluogo da parte di APSS (Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari) dopo il 4 aprile 2012 e prima della rimozione del tetto, allora è possibile richiedere il certificato di indice di degrado e successivamente  presentare domanda per i contributi.

 

D. Tubazioni, vasche, lastre a terra, canale, sono ammesse a contributo?

R. NO; solo le coperture sono ammesse a contributo, e solo qualora la superficie complessiva sia superiore ai 10 m2.

 

D. Si è ammessi al contributo anche avendo una ingiunzione di rimozione da parte del Sindaco a seguito di sopralluogo da parte di APSS?

R. Se il sopralluogo della APSS a cui fa riferimento l’ordinanza sindacale è posteriore al 4 aprile 2012 si può fare domanda richiedendo prima l’assegnazione dell’indice di degrado. Se l’ordinanza fa riferimento ad un sopralluogo attuato precedentemente a quella data, si deve richiedere un nuovo sopralluogo prima dell’inizio dei lavori.

 

D. La relazione annuale di attività per la rimozione dell'amianto, cui sono soggette le ditte che effettuano la bonifica, dove si deve inviare?

R. La relazione annuale,deve essere inviata a APSS presso UOPSAL (sede di Rovereto P.zza Leoni n°11/A) e presso Agenzia Provinciale per l’ Ambiente.

Nel caso in cui un'azienda operi in diverse regioni, deve essere inviata una relazione ad ogni regione.

 

D. Nel caso di rimozione dal tetto dell'edificio di lastre in eternit c'è pericolo per gli abitanti delle case poste in prossimità?

R. La rimozione dal tetto delle lastre in eternit che com’è noto contengono amianto conglobato in matrice compatta "fibrocemento", viene in genere effettuata da ditte specializzate con personale formato che hanno l’obbligo di redigere e presentare un piano di lavoro successivamente autorizzato. Pertanto la rimozione viene sempre effettuata osservando specifiche procedure che assicurano un rilascio di fibre molto basso e comunque nei limiti previsti dalla normativa.

A titolo precauzionale è tuttavia suggerito di tenere le finestre delle abitazioni chiuse durante le operazioni di rimozione.

 

D. Chi deve far rimuovere l'amianto?

In base alla normativa vigente, la verifica dello stato di conservazione dell'amianto è a carico del proprietario dell’immobile, il quale avvalendosi di tecnico specializzato (normalmente ci si appoggia ad una delle ditte autorizzate allo smaltimento amianto) deve redigere una valutazione dello stesso ed in base alla valutazione dovrebbe prendere gli opportuni provvedimenti, quali incapsulamento, confinamento o rimozione.

A livello normativo non esiste un obbligo specifico che ingiunga a chiunque la rimozione dei materiali contenenti amianto, ma l’obbligo di mantener aggiornata la valutazione dello stato di degrado e di prendere opportune misure di tutela qualora la valutazione stessa lo richieda.

In caso di amianto abbandonato, o altri problemi, bisogna segnalarlo al Sindaco del Comune sul quale è insito lo stabile in questione (autorità preposta alla tutela della salute pubblica), evidenziando e magari documentando fotograficamente la pericolosità della situazione. Il Sindaco deve poi provvedere (solitamente per mezzo dei propri tecnici comunali) ad effettuare una valutazione oggettiva della situazione. Se la struttura comunale non dispone di tecnici in grado di effettuare la valutazione, il Sindaco può richiedere il supporto della Unità Operativa Igiene e sanità pubblica della APSS, i quali effettueranno il sopralluogo ed esprimeranno un parere circa lo stato di conservazione del materiale, proponendo delle scadenze per i possibili interventi.

A fronte di questa valutazione il Sindaco (e solo il Sindaco) può emettere una ordinanza di sgombero ai fini della tutela della salute pubblica.

Se il proprietario, a fronte dell’ordinanza, non interviene entro i termini ingiunti, il Comune è tenuto ad intervenire in prima persona, addebitando successivamente il costo dell’intervento ed ulteriori oneri al proprietario dello stabile.

Se l’abbandono avviene su un terreno di proprietà altrui (avviene che persone sconsiderate gettino il loro amianto nelle proprietà di altri) è il proprietario del terreno che deve farsi carico della bonifica e sobbarcarsi gli oneri del caso.

Nell'ambito del progetto di mappatura dell’amianto sul territorio provinciale, è possibile che coperture ora segnalate siano già state oggetto di verifica (o lo saranno a breve); per alcune strutture già esaminate può darsi che il degrado evidenziato non sia tale da comportarne la rimozione.

 

 

  • Tutte le Ditte autorizzate alla rimozione di amianto