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Centro di riferimento provinciale per l'autismo

Centro di riferimento provinciale per l'autismo

Direttore: dott. Stefano Calzolari

RECAPITI:

  • Villa Igea, Via Malta,16 - 38122 Trento, 3° Piano, Ambulatori
  • Telefono: 0461902100 (Segreteria servizio di Neuropsichiatria Infantile)

PRESENTAZIONE: il Centro di Riferimento Provinciale per i Disturbi dello Spettro Autistico costituisce il centro di secondo livello per tutte le persone con Disturbi dello Spettro Autistico dall’età evolutiva all’età adulta.

Equipe: nel Centro opera una equipe multiprofessionale e multidisciplinare costituita da medici (Neuropsichiatri Infantili, Psichiatri) e tecnici della riabilitazione (logopedisti, terapisti della neuro-psicomotricità dell’età evolutiva, tecnici della riabilitazione psichiatrica). Nel rispetto da quanto previsto dalle linee guida nazionali.

Il Centro si avvale della collaborazione del servizio di Neuropsichiatria Infantile Ospedaliero per gli eventuali approfondimenti diagnostici e strumentali.

ATTIVITA’: competenze del Centro sono: • l’approfondimento diagnostico • la costruzione, in collaborazione con i servizi territoriali, del progetto terapeutico riabilitativo • l’aggiornamento continuo delle conoscenze sull’autismo da un punto di vista clinico diagnostico • il supporto a progetti di ricerca.

 ACCESSO AL SERVIZIO: per tutte le fasce di età si accede al Centro su invio dello specialista territoriale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di riferimento (Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Psichiatra), il quale, in accordo con l’assistito o i suoi familiari compila l’apposito modulo di invio. Trattandosi di un centro di secondo livello non è possibile accedere al Centro con invio diretto del PLS/MMG.

L’ITER DI VALUTAZIONE: al momento della ricezione del modulo di invio, l’equipe del Centro provvede ad inserire l’utente in una lista d’attesa. Quando verranno individuate le date di valutazione l’utente e/o familiari verranno contattati telefonicamente dal Centro che contemporaneamente informa il Servizio territoriale inviante. La valutazione prevede l’utilizzo di strumenti di valutazione specifici per la diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico. Al termine della valutazione verrà redatta una relazione scritta e avrà luogo un incontro di restituzione con l’utente e/o familiari e l’equipe territoriale inviante.

PROGETTO SCREENING CHAT

Presentazione: l’Azienda sanitaria, attraverso il lavoro dei pediatri di libera scelta (PLS), monitora lo sviluppo dei bambini con periodici controlli tesi a far emergere quanto prima possibile eventuali criticità. Infatti è molto importante individuare precocemente eventuali problemi per favorire l’armonico sviluppo del bambino.

In questi ultimi anni, è emerso che alcuni disturbi della comunicazione e della interazione sociale possono essere rintracciati nei bambini già a partire dai 18 mesi di età utilizzando una semplice valutazione clinica. La rilevazione precoce permette di individuare gli interventi sanitari e non sanitari utili a migliorare la qualità della vita del bambino e della famiglia.

A tal fine, l’Azienda sanitaria offre per tutti i bambini tra i 18 e i 24 mesi la possibilità di fare un test in grado di riconoscere molto precocemente i casi nei quali è opportuno procedere con un approfondimento diagnostico. Questo test (CHAT di Baron-Cohen ) consiste nella compilazione da parte del pediatra di un semplice questionario che si basa anche sull’osservazione del gioco del bambino.

L’elenco dei pediatri di libera scelta aderenti e i loro recapiti telefonici sono allegati all’invito che l’APSS invia alle famiglie coinvolte. L’esecuzione del test è gratuita.

Percorso: l’APSS invia l’invito ad effettuare lo screening alle famiglie con bambini nella fascia di età 18-24 mesi. La famiglia può quindi rivolgersi al proprio PLS o ad un dei PLS indicati nell’invito. I PLS somministrano la check-list - CHAT di Baron-Cohen. Nei casi in cui emerga un rischio di Disturbo dello Spettro Autistico, il PLS indirizza la famiglia al servizio di neuropsichiatria infantile del territorio di riferimento (NPI). Il Servizio NPI provvede a fissare una visita entro 10 giorni.

Se in tale visita si conferma il sospetto lo specialista territoriale invia (compilando l’apposito modulo) al Centro di riferimento Provinciale per l’autismo. Al momento della ricezione del modulo di invio, l’equipe del Centro provvede ad inserire l’utente, con priorità, in una lista d’attesa. L’iter di valutazione si svolgerà come descritto alla sezione “Iter di valutazione”.

INTERVENTI TERAPEUTICO RIABILITATIVI: il Centro di Riferimento Provinciale per l’Autismo svolge attività di coordinamento e consulenza rispetto ai percorsi terapeutico riabilitativi che si realizzano presso i territori di residenza ed erogati dai servizi territoriali di primo livello: Neuropsichiatria Infantile, Psicologia Clinica, Psichiatria o da Enti convenzionati.

Enti convenzionati

• AGSAT Associazione Genitori Soggetti Autistici Trentino Tel. 0461.420351 Orari: 8.00 - 18.30

• Maso Zancanella

• Casa Sebastiano

INFORMAZIONI SULL' AUTISMO: i Disturbi dello Spettro Autistico sono disordini del neuro-sviluppo caratterizzati da deficit persistenti della comunicazione e dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni sociali e delle abilità di sviluppare, mantenere e comprendere le relazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale la diagnosi richiede la presenza di un repertorio di comportamenti, interessi o attività limitato o ripetitivo. I sintomi in genere vengono riconosciuti nel secondo anno di vita; essi si modificano nel percorso di crescita individuale e possono essere mascherati da meccanismi compensatori.

Questi disturbi hanno una permanenza lifetime nella quasi totalità dei casi ma, nonostante questo, si assiste spesso ad una perdita di specificità diagnostica nel passaggio tra l’età evolutiva e l’età adulta, tra i servizi di neuropsichiatria infantile e psichiatria adulti. Questi pazienti finiscono infatti, non raramente per venire diagnosticati da adulti come ritardo mentale, psicosi, disturbi di personalità, perdendo quindi la corretta indicazione e specificità di intervento.

La prognosi in termini di sviluppo di autonomie personali, sociali e di qualità della vita è condizionata dalla gravità della sintomatologia, dalla presenza di patologie in comorbilità (compromissione intellettiva, disturbi della struttura del linguaggio, disturbi d’ansia,disturbi depressivi, disturbi del comportamento) e dalla precocità e adeguatezza dell’intervento abilitativo.

La prevalenza stimata dei disturbi dello spettro autistico, secondo le linee guida italiane, è di 10-13 casi su 10.000 per le forme classiche di autismo e di 40-50 casi su 10.000 per le forme dell’intero spettro [Linee guida ISS n.21].

Secondo i dati provenienti da Regioni come il Piemonte e l’Emilia Romagna, che già dispongono di un sistema informativo regionale per i Servizi per l’Età Evolutiva, la prevalenza complessiva dei disturbi dello spettro autistico si attesta a 20\25 casi per 10.000. Il disturbo dello spettro dell’autistico viene diagnosticato quattro volte di più nei maschi rispetto alle femmine con stime simili in campioni di bambini e adulti. [DSM-5].

Ultimo aggiornamento: 06 giu 2017