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Informazioni sulla malaria

Informazioni sulla malaria

02/08/2017

La malaria è una infezione parassitaria causata da protozoi del genere Plasmodium (P.). Le specie responsabili dell’infezione nell’uomo sono: P. falciparum e P. vivax, responsabili del maggior numero di casi, seguite da P. ovale, P. malariae e più raramente P. knowlesy. La specie che presenta maggiore morbosità e mortalità è il P. falciparum. Viene trasmessa di regola attraverso la puntura di alcune specie di zanzare appartenenti al genere Anopheles che fungono da vettore. Esistono, tuttavia, altre modalità di trasmissione che, sebbene rare, devono essere tenute in considerazione:via parenterale (puntura accidentale con ago contaminato nel personale sanitario, uso promiscuo di aghi/siringhe nei tossicodipendenti), trapianto d’organo, emotrasfusione e trasmissione da madre a feto prima o durante il parto. Esiste poi la “malaria d’aeroporto” o “malaria da bagaglio” descritta in soggetti in aree indenni da malaria infettati da zanzare infette trasportate da aerei provenienti da zone endemiche.

Il periodo di incubazione della malaria è in media 10/20 giorni, anche se la durata varia a seconda della specie di plasmodio coinvolto.

La sintomatologia è normalmente caratterizzata da febbre, sudorazioni, brividi, cefalea, dolori artro-muscolari, epato - splenomegalia, a volte vomito e diarrea. La comparsa dei sintomi dipende da fattori diversi, i più importanti dei quali sono la specie plasmodiale e la carica infettante.

L’infezione da P. falciparum e, più raramente, da P. vivax può evolvere in malaria grave o complicata, caratterizzata da uno o più dei seguenti segni/sintomi: alterazione dello stato di coscienza, edema polmonare o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza renale, sanguinamenti, shock, emoglobinuria.

L’infezione da P. vivax e P. ovale può provocare recidive a distanza di tempo, dovute all’ulteriore rilascio in circolo di parassiti presenti in stato di latenza nel fegato.

La malaria è gravata da un certo tasso di letalità, quasi completamente dovuta a P. falciparum.

Negli ultimi anni la messa in opera di programmi di lotta e controllo promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha consentito la riduzione della diffusione della malaria nel mondo, che tuttavia continua ad essere la più importante malattia trasmessa da vettore (zanzara del genere Anopheles) nelle aree tropicali e sub tropicali. Nell’ultimo rapporto sulla situazione mondiale della malaria, pubblicato sempre dall’OMS, vengono riportati 95 paesi ancora con endemia malarica.

In Italia, fino alla seconda guerra mondiale, la malaria era ancora presente su buona parte del nostro territorio, in particolare al centro sud, nelle isole maggiori e lungo le fasce costiere delle regioni nordorientali, con propaggini di ipoendemia nella pianura Padana. La trasmissione della malaria fu praticamente interrotta grazie alla Campagna di Lotta Antimalarica (1947-51). Nel 1970, l’Italia venne inclusa dall’OMS tra i paesi indenni da malaria. Nei paesi non endemici, tra cui l’Italia, la malaria continua ad essere la più importante malattia d’importazione, a causa sia del numero crescente di viaggiatori internazionali che di flussi migratori provenienti da aree endemiche. In linea con le indicazioni dell’OMS, l’Italia utilizza ai fini epidemiologici il sistema di classificazione dei casi di malaria proprio dei paesi non endemici, di seguito descritto:

 Caso importato: caso di malaria contratta dopo soggiorno in zona endemica con manifestazione clinica successiva al rientro in Italia.

 Caso autoctono: caso di malaria contratta certamente sul territorio nazionale. A sua volta si distingue in:

• indotto: caso di malaria accidentalmente acquisito attraverso mezzi artificiali (trasfusioni, trapianti, contaminazioni nosocomiali);

• introdotto: caso di malaria verificatosi sul territorio nazionale con sospetta trasmissione da parte di zanzare indigene verosimilmente infettatesi su un caso d’importazione;

• criptico: caso isolato di malaria per il quale le indagini epidemiologiche non sono riuscite ad identificare con certezza la fonte d’infezione o a ipotizzarne ragionevolmente una (malaria da bagaglio, malaria d’aeroporto).

 Recidiva: manifestazione secondaria di un’infezione malarica da P. vivax o P. ovale che si verifica a distanza variabile (settimane, mesi, anni) dall’attacco primario e originata da forme epatiche quiescenti del parassita.

 Recrudescenza: nuova manifestazione di un’infezione malarica a causa di forme ematiche del parassita, dovuta a P. malariae, se si verifica a lunga distanza (anche di molti anni) da un attacco primario a cui sia riconducibile, oppure a diagnosi errata o a resistenza al farmaco utilizzato per la terapia se si verifica a breve distanza dall’attacco primario (giorni o settimane).

Analogamente a quanto avviene in Europa, anche in Italia i casi di importazione rappresentano la maggior parte dei casi di malaria notificati e riguardano soprattutto le seguenti categorie: lavoratori, turisti, volontari/missionari religiosi e stranieri.

Per quanto riguarda quest’ultima categoria, i dati epidemiologici recenti (periodo 2011-2015) indicano che l’81% dei casi riguardavano immigrati regolarmente residenti in Italia, e tornati nel paese di origine in visita a parenti ed amici, e solo il 13% dei casi ad immigrati al primo ingresso. Il fatto che la malattia colpisca soprattutto gli immigrati residenti in Italia (così come in Europa), che rientrano nel Paese d’origine, è riconducibile alla perdita dell’immunità acquisita nell’infanzia dopo il trasferimento in paesi non endemici, e all’assenza di immunità dei loro bambini, molti dei quali nati in Italia.

Ai fini della prevenzione della malaria è importante che tutti viaggiatori verso paesi endemici, compresi gli stranieri che tornano nel paese di origine in visita a parenti e amici, si rivolgano ai competenti ambulatori per i viaggiatori internazionali al fine di ricevere le indicazioni di profilassi comportamentale e di chemioprofilassi.

Nonostante quanto sopra esposto, nell’aprile 2016 l’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS ha comunicato che la Regione europea ha ottenuto, prima nel mondo, l’interruzione della trasmissione di malaria autoctona passando da più di 90.000 casi nel 1995 a zero casi di malaria autoctoni nel 2015.

Da ultimo, si sottolinea che il principale vettore della malaria in Italia (zanzara Anopheles labranchiae) è ancora presente sul territorio nazionale e, nel periodo giugno – ottobre, in alcune aree può raggiungere anche densità elevate. Ciò significa che la presenza di soggetti infetti potrebbe consentire la ricostituzione della catena di trasmissione (uomo-plasmodio-zanzara) con conseguente rischio di ricomparsa di casi autoctoni (trasmissione locale).

Bibliografia

 SIMET Indicazioni per La Profilassi Antimalarica nei viaggiatori in area endemica 2013

 Circolare del Ministero della salute direzione generale della prevenzione sanitaria prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale 0036391 del 27/12/2016

 WHO Report Malaria 2016

 Lalloo DG e al. UK malaria treatment guidelines 2016. J of infection 2016, 72, 635 - 649

 Romi R, Boccolini D, Menegon M, Rezza G. Probable autochthonous introduced malaria cases in Italy in 2009–2011 and the risk of local vector-borne transmission. Euro Surveill. 2012;17(48):pii=20325. http://www.eurosurveillance.org

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 Barbuti S, Bellelli E, Fara GM, Giammanco G. Igiene e medicina preventiva. ed. Monduzzi pag 262 - 278

 Moroni M, Esposito R, de Lalla F. Malattie infettive. ed Masson pag. 696 – 712

 Ministero della Salute - Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione - Direzione generale dei rapporti europei ed internazionali. Malaria. Informativa n. 94 Dicembre 2012

 http://www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/malaria.asp

 https://ecdc.europa.eu/en/malaria

 https://www.cdc.gov/malaria/

 http://www.malariasite.com/transmission/