La nuova disciplina esplicita che l’OSS è un operatore di interesse sanitario, espande i contesti operativi e gli ambiti di impiego della figura, riconosce a tale operatore un ruolo attivo nella comunicazione e collaborazione con l'équipe multidisciplinare, amplia le attività sanitarie che gli sono demandate, introduce un percorso formativo che garantisce maggiore uniformità di contenuti sul territorio nazionale ma anche flessibilità nei modelli organizzativi locali, infine introduce l'obbligo della formazione continua e conferma la durata della formazione non inferiore alle 1000 ore (suddivise in 450 di teoria, 450 ore di cui 150 in contesto sanitario di tirocinio e 100 ore di laboratorio/esercitazione), come peraltro già introdotto dalla Provincia autonoma di Trento lo scorso anno.
Le principali novità della nuova disciplina riguardano l’organizzazione dell’esame finale (la prova teorica viene articolata in due prove, una scritta e una orale, mentre resta invariata la prova pratica), nonché l’individuazione di requisiti specifici per l’assegnazione degli incarichi di docenza, tutoraggio e coordinamento. Per l'ordinamento didattico si confermano i contenuti già approvati dall'esecutivo provinciale lo scorso anno, fra cui anche l'attivazione presso l’Istituto di istruzione superiore Don Milani di Rovereto - indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, di un percorso formativo di integrazione delle competenze finalizzato all’acquisizione della qualifica di OSS e riconoscimento dei crediti formativi.