«Ho sempre riconosciuto il valore straordinario di queste professioni. Essere qui oggi – ha sottolineato l’assessore alla salute Mario Tonina – significa testimoniarlo ancora una volta e ribadire che la politica deve saper cogliere le sfide sempre più importanti che ci attendono nel futuro. In Trentino, una provincia autonoma deve continuare a guardare avanti con responsabilità. Siamo chiamati a intercettare i bisogni delle persone e a dare risposte concrete a chi ha necessità di cura e assistenza. Sappiamo però che le sfide dei prossimi anni saranno ancora più complesse e che senza queste figure professionali il nostro sistema sanitario rischierebbe di trovarsi in difficoltà. Proprio per questo abbiamo voluto dare segnali concreti anche sul fronte dei contratti e del riconoscimento del lavoro svolto. Ho sempre apprezzato la serietà e la dedizione di chi sceglie queste professioni, spesso per vocazione e passione. Sta alla politica saper riconoscere questo impegno con i fatti e non solo con le parole. Partecipare a questa giornata di orientamento, che offre ai giovani la possibilità di conoscere e scegliere tra gli otto corsi di laurea proposti, è un segnale importante. Girando tra gli stand e parlando con i ragazzi ho percepito un clima positivo e un interesse crescente: un elemento che rappresenta una grande soddisfazione e che fa ben sperare per il futuro del nostro sistema sanitario».
Durante la giornata le future matricole hanno potuto conoscere da vicino gli otto corsi di laurea triennale attivati nelle sedi di Trento e Rovereto, alcuni gestiti dall’Università di Verona e altri dall’Università di Trento, che formano professionisti destinati a operare nei diversi ambiti dell’assistenza, della prevenzione, della riabilitazione e della diagnostica. Studenti e tutor sono stati a disposizione per fornire informazioni sui piani di studio, gli sbocchi professionali e le modalità di preparazione ai test di ammissione. Ampio spazio è stato dedicato alle attività pratiche, con dimostrazioni e laboratori che hanno permesso ai partecipanti di avvicinarsi concretamente ad alcune delle competenze che caratterizzano la formazione nelle professioni sanitarie.
«Questa è una giornata importante – ha sottolineato la direttrice del Polo universitario delle professioni sanitarie Anna Brugnolli – perché sono gli studenti di oggi a raccontare agli studenti di domani il loro percorso formativo, con passione e competenza. È un’occasione preziosa per conoscere nel dettaglio i corsi di laurea e orientarsi in un ambito in continua evoluzione. Negli anni le professioni sanitarie hanno saputo innovarsi, offrendo nuove opportunità e maggiori spazi di autonomia professionale, anche grazie ai percorsi di specializzazione che possono essere intrapresi dopo la laurea».
Per l’anno accademico 2026-2027 il Polo universitario delle professioni sanitarie attiverà otto corsi di laurea: infermieristica, fisioterapia, tecnica della riabilitazione psichiatrica, igiene dentale, tecniche di laboratorio biomedico, assistenza sanitaria, tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia. Il percorso formativo affianca alla didattica universitaria una componente fondamentale di apprendimento sul campo, grazie ai tirocini svolti nelle strutture ospedaliere, nei servizi territoriali e nelle realtà socio-sanitarie accreditate del sistema provinciale. Gli studenti hanno inoltre la possibilità di svolgere periodi di studio e tirocinio all’estero attraverso il programma Erasmus+.
I corsi di laurea triennali del Polo rappresentano quindi non solo un’importante opportunità formativa per i giovani che stanno scegliendo il proprio futuro professionale, ma anche una risorsa strategica per il sistema sanitario, che nei prossimi anni avrà sempre più bisogno di professionisti qualificati nelle diverse aree dell’assistenza, della prevenzione, della riabilitazione e della diagnostica.
«A livello nazionale - ha concluso il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – il panorama delle iscrizioni ai corsi di laurea delle professioni sanitarie è piuttosto critico, con un calo che in alcuni casi arriva fino al 50%. In Trentino, invece, i numeri tengono grazie al lavoro del Polo e alla prospettiva concreta di poter intraprendere un percorso professionale all’interno di un’azienda sanitaria universitaria. Il nostro territorio, con un tessuto sociale forte e servizi di qualità, rappresenta inoltre un elemento di attrattività importante per molti studenti. Le professioni sanitarie sono la spina dorsale del sistema sanitario e come Azienda continueremo a investire nella loro formazione e nella loro valorizzazione, perché è da qui che passa la capacità di rispondere ai bisogni di salute della comunità».
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