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Liste d'attesa, il punto

Tonina: "Il territorio si colloca fra le realtà meglio posizionate per accesso alle prestazioni sanitarie, anche se persistono criticità in particolare su alcune specifiche prestazioni”

"Di fronte alle critiche che descrivono il sistema sanitario trentino come ‘in difficoltà', in particolare sul tema delle liste di attesa o su presunte percentuali molto elevate di rinuncia alle cure, è necessario riportare il dibattito su un piano oggettivo, fondato sui dati e sull’andamento reale dei servizi. I dati disponibili restituiscono infatti un quadro di progressivo miglioramento, con indicatori di accesso stabilizzati su valori favorevoli, un utilizzo crescente dei canali digitali e performance del CUP in netto recupero. Anche rispetto ai principali indicatori di rinuncia alle cure ed esclusione sanitaria, il sistema si colloca tra i migliori a livello nazionale, rendendo poco aderente alla realtà la rappresentazione di un malfunzionamento strutturale o di una rinuncia generalizzata alle prestazioni. Permangono, è vero, criticità in particolare su alcune specifiche prestazioni. In questo contesto, è doveroso riconoscere l’impegno quotidiano dei medici e di tutti i professionisti della sanità provinciale, che lavorano per risolvere i problemi dei cittadini, migliorare i sistemi di prenotazione e rafforzare l’offerta di prestazioni, con una resilienza elevata, non sempre percepibile nel breve periodo". È questa la replica dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, a quanto riportato oggi dalla stampa locale, in merito al rapporto sulla Sussidiarietà 2025-2026 illustrato alla presenza del Ministro della Salute.

Data di pubblicazione:Venerdì, 20 Febbraio 2026

Immagine: Conferenza Giunta provinciale - Spinelli, Tonina
© Ufficio Stampa - Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

I dati disponibili non confermano affatto una situazione di rinuncia diffusa alle cure in Trentino. Al contrario, le rilevazioni indicano che la quota di cittadini che rinuncia a visite specialistiche si colloca al 7,4%, mentre la rinuncia a esami e accertamenti strumentali si attesta al 4,6%, valori inferiori alla media nazionale (10,0% e 6,2%), percentuali che collocano il nostro territorio fra quelli con le migliori performance. Anche l’indice di esclusione sanitaria 2025 conferma questo quadro: il Trentino-Alto Adige (i dati sono calcolati a livello regionale) registra il valore migliore (94,4), collocandosi nella fascia a bassa esclusione sanitaria. Si tratta di un indicatore composito che include accesso ai servizi, rinuncia alle prestazioni, dotazione di personale, tecnologie e assistenza territoriale, e che restituisce una fotografia complessiva del sistema sanitario non limitata al solo tema delle liste di attesa.

Sul fronte dell’accesso alle prestazioni, è importante chiarire che il sistema di prenotazione CUP sta attraversando una fase di consolidamento, accompagnata da interventi organizzativi e tecnologici già attivi e monitorati quotidianamente. L’introduzione del nuovo gestionale e delle nuove codifiche del nomenclatore tariffario ha comportato una fisiologica fase di assestamento, prontamente presa in carico con azioni strutturate: incremento degli operatori, rafforzamento delle fasce orarie di maggiore afflusso, affiancamento operativo e introduzione di sistemi automatizzati di raccolta dati (voice bot) per velocizzare la gestione delle chiamate.

I risultati sono concreti e misurabili. Il tempo medio di attesa telefonica è stato ridotto da circa 10 minuti - con punte di oltre 25 minuti -, a valori prossimi al minuto nelle ultime rilevazioni. Parallelamente, il tasso di abbandono delle chiamate è drasticamente sceso, e si attesta su circa il 2% su oltre 5.000 chiamate giornaliere, rispetto a valori che nelle settimane critiche si attestavano fra il 15 e il 20%; la durata media delle conversazioni è scesa sotto i 4 minuti, segnale di una presa in carico più efficiente e strutturata delle richieste dei cittadini.

In crescita costante anche l’utilizzo dei canali digitali: le prenotazioni tramite TreC+ sono aumentate del 400% in un anno, passando da 2.515 a 10.976 tra gennaio 2025 e gennaio 2026. L’estensione progressiva delle prestazioni prenotabili online (visite con priorità B e D, alcune ecografie e TAC senza mezzo di contrasto) consente oggi a un numero sempre maggiore di cittadini di accedere ai servizi senza dover ricorrere al contatto telefonico, riducendo la pressione sul CUP e migliorando l’esperienza complessiva di prenotazione.

È inoltre fondamentale chiarire un aspetto: il messaggio “nessuna disponibilità” nei sistemi di prenotazione online indica l’assenza temporanea di posti nelle agende consultate in quel momento, non l’assenza della prestazione. Le agende vengono aggiornate quotidianamente e, quando la prescrizione viene presa in carico dal CUP con inserimento in lista di richiamata, il diritto alla prestazione è garantito e la ricetta mantiene la propria validità fino all’erogazione, senza necessità di tornare dal medico di medicina generale per una nuova prescrizione.

Il servizio è attualmente seguito da task force dedicate, con monitoraggio giornaliero degli indicatori di funzionamento (volumi di prenotazione, performance del call center, gestione delle richieste in sospeso, revisione delle agende), coinvolgendo oltre un migliaio di operatori tra funzioni CUP, aree tecniche e strutture sanitarie. Circa la metà delle agende è già stata revisionata e il lavoro prosegue con verifiche quotidiane per allineare disponibilità e programmazione.

L’aumento delle prenotazioni – passate da 171.050 nel periodo dicembre 2024-gennaio 2025 a 181.756 nello stesso periodo 2025-2026 – testimonia peraltro una domanda sanitaria in crescita, legata anche all’incremento delle patologie croniche, fattore che incide inevitabilmente sui volumi di accesso al sistema.

Rimane oggetto di attenzione il cosiddetto “contenitore” delle prenotazioni in sospeso, che raccoglie attualmente oltre 23.000 posizioni. L’incremento giornaliero medio è progressivamente diminuito. Va segnalato che la crescita del contenitore ha subito un'incremento a partire dallo scorso autunno, per diversi motivi tra i quali la gestione delle priorità delle ricette, che si è fatta più restrittiva, preferenze territoriali dei pazienti per andare incontro alle richieste di prossimità e incremento della domanda. Tra gli ambiti clinici maggiormente rappresentati figurano in testa dermatologia con circa 2.650 prestazioni, fisiatria, neurologia, ginecologia ed ecocolordoppler; più in generale va evidenziato che una decina di specialità costituiscono circa la metà del contenitore. Con l’occasione si chiarisce che il tempo che un paziente che trascorre nel contenitore viene considerato anche per il monitoraggio dei tempi d’attesa.

Asuit sta analizzando con grande attenzione il necessario carico di lavoro medico e infermieristico per prendere in carico le prestazioni del contenitore in maniera strutturale; per tale obiettivo si sta lavorando sull’offerta ingaggiando le unità operative interessate, i vari specialisti ambulatoriali interni e il privato accreditato convenzionato, e sulla domanda intesa come appropriatezza all’accesso alle prestazioni. Si stima di riportare il livello del contenitore sotto le 10.000 prestazioni, ritenute una soglia coerente, entro maggio.

Da rilevare, infine, che permangono tuttavia criticità in alcune discipline specialistiche, dovute principalmente alla carenza di professionisti in ambiti specifici, fenomeno strutturale che riguarda l’intero sistema sanitario pubblico. Su queste aree sono già in corso analisi puntuali dei dati, ampliamento delle disponibilità ambulatoriali, coinvolgimento degli specialisti interni e del privato accreditato e azioni di governo della domanda in collaborazione con i medici di medicina generale, anche attraverso il ricorso al teleconsulto nei casi appropriati.

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